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Trascorrere qualche ora a visitare il piccolo museo delle Grigne di Esino Lario permette attraverso una raccolta di oggetti locali di percorrere la storia del nostro mondo, dai grandi eventi geologici che lo resero abitabile al faticoso insediamento dell'uomo con le sue sofferenze, le sue fatiche ma anche i suoi momenti felici e le sue aspirazioni. La collezione comprende reperti archeologici, una raccolta paleontologica dei fossili del calcare di Esino, raccolte di pietre locali, oggetti etnografici, animali ambientati nel loro habitat, flora locale, memorie e documenti relativi alla storia e al folclore. Vi sono in particolare fossili del periodo triassico mediano rinvenuti nella conca di Esino Lario, studiati dall'abate Antonio Stoppani e classificati dall'Istituto di Geologia dell'Università di Milano e una freccia di selce eneolitica rinvenuta nella Rocca di Baiedo, il primo segno della presenza dell'uomo sulle pendici della Grigna. 

Minerali e Fossili

Il territorio della Grigna è da sempre noto per i minerali e i fossili che hanno reso famoso il nome di Esino e hanno richiamato nel secolo scorso scienziati di tutto il mondo. Le scogliere calcareo-dolomitiche delle Grigne e delle loro propaggini hanno rivelato una straordinaria ricchezza di molluschi di ogni dimensione. L'Abate Stoppani descrisse nell'Ottocento oltre 200 diverse forme nella sua classica monografia "Les petrifications d'Esino": spongiarini, polipi, crinoidi, brachiopodi, lamellibranchi, gasteropodi e cefalopodi. In seguito altri geologi hanno studiato la fauna fossile dei nostri monti producendo una ricca letteratura in proposito. Oggi si ritiene che le specie siano oltre 250.

Zone fitoclimatiche e fauna del Lago di Como e delle Grigne

Gli animali ambientati nel loro habitat, gli esemplari della vegetazione locale, la collezione di farfalle italiane donate da Dr. Paolo Boncompagni e i pannelli esplicativi sulle zone fitoclimatiche offrono nelle sale del museo una panoramica della flora e della fauna del territorio.

La presenza dell'uomo nel territorio di Esino Lario

La stanza archeologica comprende alcuni dei reperti rinvenuti nel territorio della Val d'Esino: una tomba celtica (rinvenuta a Esino Superiore o Crès); il corredo funebre di una tomba romana (rinvenuta a Esino Inferiore o Psciach), armi ed attrezzi di vita quotidiana; monili e monete. Questi reperti testimoniano la diversa origine dei due nuclei abitativi di Esino Lario, Cres di origine celtica e Piasch romana. Il museo conserva il più antico segno dell'uomo trovato nel territorio delle Grigne. Carlo Maria Pensa racconta il suo ritrovamento.

Sulla Rocca di Baiedo, presso Pasturo, conduceva la sua attività di agricoltore il "Carluscet", fiero della libertà e dell'indipendenza del suo mestiere, attento custode della tradizione. Un giorno, sul mucchio di terra scavato da una talpa vide un sasso diverso, una freccia di selce scheggiata e, comprendendone subito il valore, la portò al allora presidente della Comunità Montana. Questa punta di freccia è probabilmente originaria del Caucaso e con le migrazioni delle tribù nomadi, predatrici, che si mantenevano in quota sulle valli paludose è giunta sino a noi.

La sala degli attrezzi di vita quotidiana contiene strumenti di lavoro utilizzati sino ai primi decenni del Novecento. Vi sono attrezzi legati all'agricoltura e all'allevamento, alla produzione di burro e formaggio, alla filatura della canapa e l'utilizzo della lana. Una ricostruzione del Casel, una struttura tipica montana, permette di osservare come si svolgeva la vita in una baita sui maggenghi dove per tanti mesi si lavorava il latte e si produceva il formaggio.

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